<p>La corsa all'intelligenza artificiale sta cambiando non solo Wall Street, ma anche il mercato obbligazionario.
A preoccupare gli investitori non è tanto la qualità creditizia dei colossi tecnologici, quanto la crescente <strong>concentrazione del debito</strong> emesso da <strong>pochi grandi gruppi</strong> per finanziare<strong> data center, chip e infrastrutture destinate all'AI.</strong> </p> <p>Secondo un'analisi di <strong>Barclays</strong>, i sei principali gruppi tecnologici statunitensi rappresentano ormai l'<strong>8,6%</strong> del<em> Duration Times Spread (Dts) </em>dell'indice Bloomberg US Corporate Bond Investment Grade, superando il <strong>7,3%</strong> detenuto dalle <strong>sei maggiori banche americane</strong>, tradizionalmente il segmento con il maggiore peso sul mercato del credito. </p> <p> </p> <p>Il Dts è una misura che <strong>combina il rischio di credito con la sensibilità ai tassi d'interesse </strong>e rappresenta uno degli indicatori utilizzati dai gestori per valutare il contributo di un'emissione al rischio complessivo di un portafoglio obbligazionario.
Il fenomeno è alimentato dagli<strong> investimenti record</strong> nell'intelligenza artificiale. </p> <p> </p> <ul> <li><em>Leggi anche:<a href="https://www.milanofinanza.it/news/azioni-grandine-sui-mercati-come-blindare-il-portafoglio-ad-agosto-202607241707318981"> Azioni, come blindare il portafoglio ad agosto e sfuggire alle tempeste</a></em></li> </ul> <h2>Scadenze di oltre 10 anni</h2> <p><strong>Alphabet </strong>ha appena rivisto al rialzo le stime di spesa in conto capitale per il 2026, alimentando le aspettative di nuove emissioni obbligazionarie.







