Beily ha resistito per 29 giorni sotto le macerie, rimanendo accanto al cadavere della sua persona di riferimento, una donna morta causa del violento sisma che ha sconvolto il Venezuela lo scorso 24 giugno. Le immagini del ritrovamento del piccolo Barboncino hanno colpito l'opinione pubblica di tutto il mondo e la sua resistenza rappresenta la storia di un legame unico come quello tra persone e cani e anche il simbolo di una tragedia collettiva che ha portato alla morte di circa 5400 persone e di migliaia di dispersi di cui ancora non si sa il numero effettivo.
Il cane è stato trovato dai soccorritori rannicchiato accanto al corpo della madre di Victoria Rengel, una bimba di 11 anni sopravvissuta insieme al padre al violento sisma che ha perso anche la nonna a causa del terremoto. La piccola ai media locali ha dichiarato che Beily era in quella posizione "perché voleva proteggerla, ricorderò per sempre quanto amava mia madre". Il ritrovamento di Beily è avvenuto inaspettatamente durante le operazioni di rimozione delle macerie in una zona devastata dal terremoto a La Guaira. Secondo quanto riferito dalle squadre di soccorso ai media locali, il movimento di un trattore nella zona del crollo ha permesso loro di rilevare un segnale sotto la struttura sommersa. Il cane non solo è sopravvissuto per quasi un mese senza cibo né acqua, ma ha anche sopportato il calore intenso causato dagli incendi scoppiati dopo il crollo del palazzo.











