Tatiana Kim, fondatrice di Wildberries. (Wikimedia Commons)

Dietro Wildberries, il più grande e-commerce della Russia, c’è la donna più ricca del paese. Si chiama Tatyana Kim, ha 50 anni e ha fondato l’azienda quando era in congedo di maternità dal suo lavoro di insegnante d’inglese. Oggi guida un gruppo che evade 20 milioni di ordini al giorno e che, secondo l’agenzia Reuters, assieme alla rivale Ozon e ad alcuni operatori più piccoli vende beni e servizi per un valore pari all’8,5% del Pil nazionale. Una società così presente nella vita quotidiana del suo paese che, per portare la guerra più vicina al cittadino medio russo, l’Ucraina ha preso di mira i suoi magazzini.

A partire dal 18 luglio una serie di attacchi con droni ha distrutto capannoni di Wildberries vicino a Mosca e a San Pietroburgo, a Tambov, a Krasnodar e in altre città dell’ovest del paese. Azioni in cui sono morte almeno nove persone e che, secondo stime della società moscovita Data Insight, il 24 luglio avevano già prodotto danni a strutture e prodotti per 170 miliardi di rubli, cioè circa 2 miliardi di euro. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che i magazzini di Wildberries sono obiettivi militari, perché Wildberries vende e distribuisce oggetti per uso bellico, come droni e sistemi di navigazione.