Il caso Pirlo-Maldini-Leonardo, imbarazzante come pochi altri, dimostra una volta di più che il calcio italiano è messo davvero malissimo. Temiamo che persino il nostro miglior dirigente sportivo, Giovanni Malagò, abbia sottovalutato la portata del disastro quando ha deciso di accollarsi la Figc e il carrozzone derivante.
Tutto è guasto, poco limpido e poco professionale nel nostro calcio. Tempi, modi e comportamenti sbagliati, goffi o grotteschi. Tutti che hanno parenti o amici da spingere. Malagò si era affidato a Paolo Maldini come dt, una scelta di alto profilo gradita ai grandi elettori della serie A e un modo per coinvolgere la lombardità, che storicamente ha sempre avuto una sua centralità editoriale e geopolitica.Poi però si scopre (ma alcuni lo sapevano già) che il grande Paolo Maldini sarà pure un profilo altissimo ma è un tipo un po' particolare, del resto ha smesso di giocare da 17 anni ma ha lavorato per poche stagioni solo al Milan, poi ha rifiutato diversi lavori al Chelsea, al Psg, negli Usa e in Arabia: fatica a uscire dalla comfort zone della Cerchia dei Bastioni a Milano, e forse di lavorare non ha questa grande urgenza o bisogno.Così esita prima di accettare l'incarico, poi accetta solo col suo amico Leonardo, perché la coperta di Linus rossonera gli è necessaria; poi vuole un ufficio della Figc dentro la Lega calcio a Milano (sgorbio istituzionale), visto che di spostarsi ogni tanto a Roma non se ne parla (e che avremo quaggiù, la lebbra?); poi sbaglia di brutto, come se non fosse stato una vita con i maestri della comunicazione Berlusconi e Galliani, parlando di contatti con Ancelotti e Guardiola per il ct azzurro, roba da kamikaze; poi designa l'amico Pirlo senza accorgersi del pasticcio in cui va a cacciarsi, e intanto Paolo ha pure un figlio procuratore, in palese conflitto di interessi; infine Pirlo accusa gli italiani cattivi però col cavolo che si libera del contratto coi russi (ma le decine di milioni che ha guadagnato in carriera non gli bastavano?).Che disastro, che pena. Se si rivela sbagliata persino la scelta dei migliori, con chi ripartirà il calcio italiano? È questo il drammatico dilemma.Malagò ha da mesi l'idea Mancini, ma il Mancio è inviso alla serie A: tradì l'azzurro per l'Arabia. Avessi detto. Proprio gli stessi guardiani dell'etica (brividi) che bocciano Mancini anche sui media, propongono Conte. Da morire dal ridere: anche Conte mollò l'Italia nel 2016 per andare al Chelsea, per tacere di quella sua squalifica per certe antipatiche vicende. Quindi siamo daccapo, anche se Mancini torna candidato forte.Forse l'unica cosa giusta, oltre alle sacrosante dimissioni di ieri, Maldini l'ha fatta quando ha parlato di 8-10 anni per risalire. Con certa gente in giro, ce ne vorranno ancora di più.










