Una giornata di incontri, telefonate e tentativi di ricucitura si è chiusa con un colpo di scena che nessuno, alla Figc, si aspettava fino a poche ore prima: Paolo Maldini e Leonardo hanno lasciato l'incarico di "rifondatori" del calcio italiano affidato loro dal presidente federale Giovanni Malagò.

Una vicenda che si era aperta con il passo indietro di Andrea Pirlo, il cui nome era stato accostato alla panchina della Nazionale prima di essere accantonato in mezzo a polemiche legate a uno sponsor russo. Erano seguite le prime voci di un possibile addio del duo di ex dirigenti rossoneri alla guida del Club Italia, poi il tentativo di trovare un compromesso attorno al nome di Thiago Motta, prima dell'epilogo di ieri sera: la rinuncia di Maldini e Leonardo, comunicata con una telefonata arrivata a Malagò mentre era in corso la riunione con le componenti federali, alla vigilia del consiglio di oggi.

Si riparte da zero

Il progetto tecnico che avrebbe dovuto ridisegnare il calcio azzurro, costruito attorno alle figure di Maldini, Leonardo, Pirlo e dello stesso Malagò, si è così sgretolato nel giro di pochi giorni. Per il ruolo di direttore tecnico circola ora il nome di Giorgio Chiellini, mentre per la panchina tornano d'attualità Roberto Mancini, che sarebbe il favorito del presidente federale, e Antonio Conte. Su Mancini, tuttavia, da ambienti della Lega Serie A filtrerebbe una certa freddezza da parte dei club di massima serie.