<p>L’<strong>Unione Europea</strong> ha approvato una serie di sanzioni, soprattutto contro petrolio e gas, per costringere la Russia a trattare con l’<strong>Ucraina</strong>, ma non tutto sta andando secondo i piani. </p> <p>Bruxelles sta esitando a sanzionare una raffineria di alluminio irlandese, <strong>Aughinish Alumina</strong>, la più grande d’Europa di proprietà del conglomerato russo <strong>Rusal</strong>, perché teme un’<strong>interruzione della catena di approvvigionamento </strong>dell’alluminio che innescherebbe licenziamenti di massa nel settore industriale e comprometterebbe la manifattura. </p> <p>Il problema, spiega <em>Streamline</em>, è che una percentuale significativa della produzione di Aughinish viene esportata nelle fonderie di Rusal in <strong>Russia</strong>, dove viene trasformata in alluminio per munizioni, veicoli blindati e componenti aerospaziali, alimentando così la <strong>macchina militare russa</strong>. </p> <ul class="leggi-anche"> <li><i>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-guerra-presenta-il-conto-all-economia-russa-mai-tanta-sfiducia-tra-i-cittadini-202607021259234746">La guerra presenta il conto alla Russia: mai tanta sfiducia nell’economia da vent’anni</a></i></li> </ul> <h2><strong>Il legame tra Rusal e oligarchi</strong></h2> <p>Attorno a Aughinish Alumina c’è anche una particolare struttura societaria che la protegge. <strong>Oleg Deripaska</strong>, fondatore di Rusal, è soggetto da anni a sanzioni internazionali per i suoi legami con il <strong>Cremlino</strong>.