Nuove sanzioni Ue in arrivo contro la Russia potrebbero includere l’alluminio, finora esclusa dalle misure restrittive. Nel mirino la raffineria Aughinish Alumina in Irlanda, di proprietà russa, accusata di rifornire indirettamente la catena di approvvigionamento militare di Mosca
L’Unione europea prepara un nuovo giro di vite contro Mosca e, questa volta, nel mirino potrebbero finire anche il settore metallurgico e la raffinazione petrolifera. Ad annunciarlo è stata l’Alta rappresentante dell’Ue per la politica estera, Kaja Kallas, durante una visita a Dublino, poche ore dopo la pubblicazione del ventunesimo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia. Secondo Kallas, il prossimo pacchetto di misure restrittive potrebbe colpire direttamente la filiera dell’allumina, materia prima indispensabile per la produzione di alluminio. Una prospettiva che pone l’Irlanda in una posizione particolarmente delicata, poiché nel Paese opera la raffineria Aughinish Alumina, situata nella contea di Limerick e controllata dal colosso russo Rusal.
L’impianto rappresenta uno dei principali produttori europei di allumina e, finora, è riuscito a evitare le sanzioni comunitarie perché Bruxelles non ha mai preso di mira in modo specifico i materiali utilizzati per la produzione dei metalli. Tuttavia, la questione è tornata al centro del dibattito dopo un’inchiesta internazionale pubblicata a marzo, secondo cui l’allumina prodotta in Irlanda sarebbe entrata nella catena di approvvigionamento dell’industria bellica russa.











