Un intervento a tempo, appena dieci giorni, e limitato soltanto al diesel. Arriva l'intervento tampone sui carburanti dopo la nuova corsa del pieno al distributore. La prossima settimana si monitorerà nuovamente la situazione dei prezzi e una volta chiare anche le risorse dell'extragettito Iva di luglio si deciderà se e come intervenire nuovamente per aiutare gli automobilisti.

Il 4 agosto è già in calendario una nuova riunione del Consiglio dei ministri, mentre il giorno dopo è prevista un'informativa alle Camere sull'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale che darebbe margini di flessibilità per le spese dedicate all'energia.Ieri intanto un Cdm lampo durato circa venti minuti ha varato una misura ponte: 125 milioni per ridurre di 17 centesimi al litro il prezzo del gasolio, ieri a 2,185 euro (2,255 euro in autostrada). Lo sconto, che sarà in vigore fino al 6 agosto prossimo, è comprensivo della riduzione dell'accisa che grava sul carburante e dell'Iva. Prorogati anche gli aiuti per gli autotrasportatori e il credito d'imposta per il settore agricolo.«Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile», ha commentato sui social la premier, Giorgia Meloni.E proprio sull'entità dello sconto e sul fatto che non tocca la benzina le opposizioni partono all'attacco. «Risposta insufficiente», ha commentato la leader del Pd, Elly Schlein. «Zero tagli sui costi della benzina», rincara la dose Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle.Il nodo è quello delle risorse. La sforbiciata sul diesel è stata possibile facendo ricorso al meccanismo delle accise mobili e attingendo dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica e dagli introiti delle sanzioni Antitrust. Nessun aumento dell'accisa sui tabacchi. Ipotesi di lavoro circolata alla vigilia della riunione dei ministri, quando si è deciso di accelerare per mettere in campo un intervento capace di lenire il costo dei carburanti sui portafogli dei cittadini pronti a mettersi in macchina per le partenze agostane.L'eventualità di un rincaro delle sigarette per finanziare gli sconti al distributore ha però raccolto l'opposizione di Lega e Forza Italia.Finora, dai primi interventi fatti da metà dello scorso marzo, quando erano trascorse tre settimane dallo scoppi o del conflitto, il governo ha trovato i fondi nelle pieghe del bilancio. Prima chiedendo risparmi ai ministeri, poi sfruttando l'extragettito Iva e attingendo dai fondi per il settore dell'auto. Infine utilizzando già una volta le sanzioni incassate dal garante per la concorrenza. Il tutto con uno sguardo all'andamento del conflitto.«Come abbiamo fatto in precedenza, monitoreremo giornalmente l'andamento dei prezzi che evolvono in modo assai erratico in base alle situazioni di conflitto più o meno acceso o, auspicabilmente, di tregua o, ancora più auspicabilmente, di pace in Medio Oriente», ha spiegato a sua volta il ministero dell'Economia e delle Finanze, «È chiaro che la situazione evolve di giorno in giorno».I provvedimenti Il decreto legge si accompagna a un decreto interministeriale di concerto tra il Mef e il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, che copre oggi e domani. Dal 30 scattano gli effetti del decreto varato ieri.Finora gli organismi internazionali avevano sollecitato l'Italia a optare per provvedimenti mirati, rivolti soprattutto alla fascia più fragile della popolazione. Le raccomandazioni erano di evitare aiuti generalizzati.Lo stesso governo ha ammesso che l'intervento è un unicum a livello europeo. A suo modo l'ultimo sconto è un intervento selettivo. Non è stato infatti toccato in alcun modo il prezzo della benzina. Questo perché l'effetto del conflitto in Iran, che si sovrappone al conflitto in Ucraina, sta avendo conseguenze soprattutto sul gasolio.L'iter parlamentare del decreto servirà inoltre a intervenire sul nodo dell'incapienza fiscale per poter beneficiare del credito d'imposta per l'acquisto di gasolio. «Una problematica del tutto particolare», è stato spiegato sulla quale si sta lavorando. Le soluzioni da far confluire in un emendamento sono ancora allo studio dei tecnici del governo. Tra le idee c'è quella di poter utilizzare il credito anche nell'anno fiscale successivo, ma si tratta al momento soltanto di ipotesi di lavoro.