"Questa è una generazione molto differente dalle precedenti, dove i consumi di sostanze illegali sono diminuiti, mentre sono aumentati i consumi di psicofarmaci senza prescrizione medica. È una generazione che ha una fragilità maggiore per le dipendenze digitali, che prima non esistevano. È meno educata a gestire la frustrazione, perché è stata abituata ad avere risposte immediate". Sabrina Molinaro, ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Fisiologia Clinica, è responsabile dello studio Espad, che dal 1998 viene ripetuto ogni anno.
Com’è cambiata la violenza tra i giovani, prima e dopo il Covid? "Abbiamo visto diminuire o stabilizzarsi le risse, anche se colpisce molto che il 38% degli studenti - nel corso dell’anno - si sia “azzuffato“. Ma è triplicato il dato di chi “colpisce l’insegnante“: i due anni di lockdown sembrano avere influito, perché siamo passati dall’1,2 al 3,6. Si è perso anche il contatto con l’istituzione".
Nelle cronache si legge l’uso delle armi, spesso lame. Emerge anche dai vostri dati? "Sì, è passato dall’1,4 al 3,5. Molti ragazzi dicono di farlo perché hanno paura, si sentono insicuri ma nel momento in cui hanno la disponibilità dell’arma magari la usano anche".







