I sentimenti di paura, rabbia e preoccupazione per il futuro del Pianeta sono delle risposte razionali a una minaccia reale. In alcuni casi, però, queste emozioni possono diventare così intense da interferire con il sonno, la scuola o il lavoro, ostacolare la costruzione di relazioni con le altre persone o impedire persino di immaginare il proprio futuro a lungo termine. È quello che sta succedendo a un numero crescente di ragazzi e ragazze in tutto il mondo, alle prese con quella che viene spesso definita ecoansia o ansia climatica: un disagio psicologico legato alla consapevolezza della crisi climatica e dei suoi effetti sull’ambiente naturale e sulle comunità umane.
Nell’ultimo decennio è stata dedicata una crescente attenzione scientifica a questo problema, alle sue diverse manifestazioni e alle sue possibili conseguenze, che sembrano interessare soprattutto la popolazione più giovane, ovvero bambini e bambine, adolescenti e giovani adulti.
Orygen, il Centro nazionale di eccellenza per la salute mentale giovanile in Australia, ha pubblicato di recente due contributi sull’argomento. Il primo è un report che raccoglie le esperienze e le preoccupazioni di oltre 16.000 adolescenti australiani. Secondo questa indagine, i cambiamenti climatici compromettono in misura differente il benessere di oltre il 75% del campione. Si tratta di un risultato in linea con quelli tratti da altri studi che hanno approfondito questo fenomeno a livello internazionale, tra cui uno dei più ampi condotti finora, realizzato nel 2021.







