Gli adulti, soprattutto quelli che devono prendere decisioni drastiche per il Pianeta, continuano a ignorare gli effetti della crisi del clima, ma fra i ragazzi lo sguardo al futuro c'è eccome, ed è decisamente più cupo. A tal punto , talvolta, da rinunciare persino a voler fare figli. Chi oggi è una persona di mezza età cresciuta magari negli Usa guidati da quel Donald Trump che definisce “truffa” il cambiamento climatico, negli anni Ottanta era abituato a un grave disastro climatico ogni quattro mesi: un adolescente americano nel 2025 li osserva una volta ogni tre settimane. Se a questo si aggiungono i video, le notizie e le immagini che ogni giorno, dall’Asia all’Africa passando per i Caraibi, mostrano gli impatti della devastazione dei fenomeni meteo intensi nel mondo, è comprensibile come nei ragazzi stiano aumentando sempre di più l’ecoansia e la solastalgia (la Treccani la definisce “stato di angoscia che affligge chi ha subito una tragedia ambientale provocata dall'intervento maldestro dell'uomo sulla natura”).

Coinvolto un campione di 3.600 giovani tra i 18 e i 35 anni

Un recente studio commissionato da Greenpeace e ReCommon all’Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management (IEP) ci restituisce per esempio una fotografia dell’Italia dove per il 44% dei giovani intervistati “l’ansia generata dal cambiamento climatico ha un effetto negativo sul benessere psicologico nella vita di tutti i giorni”.