HomeCultura e SpettacoliElogio dell’imperfezione. Siamo tutti da aggiustareMichela Andreozzi in un assolo firmato con Giorgio Scarselli all’Arena de Il MartinittRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciDovrebbe essere un ottimo proposito per tutto l’anno: concedersi il lusso di essere imperfetti. Con la mente, con il corpo. Pensiero però mica tanto semplice da assimilare. Quindi nel frattempo forse è meglio riderci su. Come succede stasera all’Arena de Il Martinitt con "Tutta da aggiustare" di Michela Andreozzi. Un assolo. Firmato insieme a Giorgio Scarselli. Con l’attrice romana che si presenta di rosa vestita: una Barbie. Adorato simbolo pop di ogni perfezione plastificata. Figurarsi dopo Margot Robbie al cinema. Ma quanto è difficile indossare quei (metaforici) panni? Tanto, tantissimo. E infatti la bambola è come posseduta da un coro di voci: la donna adulta che tenta di essere all’altezza, la bambina che a scuola non si applicava abbastanza, la madre che la voleva sempre in ordine. E poi ancora la maestra delle elementari, una Fata Madrina, la cattiva coscienza. Insomma, parecchio traffico sotto pelle. Giusto per ricordarsi come da vicino nessuno è normale.
"Vanno tutti al mare e invece io vengo a Milano – ha dichiarato Andreozzi –, all’Arena de Il Martinitt per la versione estiva, leggera di "Tutta da aggiustare". È un lavoro nel mio stile, supportato sul palco anche dalle musiche del Maestro Greggia, che così almeno me la posso prendere con qualcuno. È uno spettacolo sulla salute mentale, che racconta di come non siamo mai state diagnosticate e delle favole che ci hanno raccontato per settarci in un certo modo". Dedicato allora a chi non si è mai sentito a posto. A scuola, a casa, nella vita. E dedicato anche a chi è cresciuto in un’epoca in cui avere una diagnosi mica era automatico e per altro riguardava spesso solo la parte maschile del mondo. Quel percepirsi storti e fuori misura, in bilico fra il troppo e il non abbastanza. Con le voci dentro che cercano di sabotarti ogni singola giornata. Mentre ci si cerca pure di raccapezzare fra ansie tutte contemporanee: dalla dislessia emotiva nei rapporti, al labirinto dei pronomi corretti, passando da intelligenze artificiali e ricordi d’infanzia.









