“Se dovessi descrivere Marco con una sola parola, direi “responsabile””, racconta Noemi, parlando del figlio maggiore, 14 anni (i nomi sono di fantasia, ndr), studente dello scientifico. “È un ragazzo sensibile, socievole e sportivo. Non è il tipo di adolescente a cui bisogna ricordare di fare i compiti, che risponde male e che non rispetta le regole. Ha molti amici, è ben voluto. Insomma, niente da dire”. Inoltre, proprio perché è il più grande, tende a essere protettivo verso i fratelli minori, di 10 e 12 anni, e con loro, dice la mamma, ha un rapporto molto affettuoso. “Quando c’è bisogno di una mano, Marco si rende sempre disponibile. Per questo faccio fatica a capire perché il padre sia così severo con lui”. Noemi non mette in dubbio l’affetto del marito per i figli. “È un padre presente, lavora molto, ma trova il tempo per stare con loro. Con Marco, in particolare, ha in comune la passione per il tennis e spesso nel weekend giocano insieme. Il problema è che, certe volte, mio marito si rivolge a lui usando l’ironia e mi sembra che Marco ne soffra”. Se vuoi mandare la tua storia, scrivi a teentalk@repubblica.it la redazione la valuterà per la pubblicazione
Qualche battuta di troppo






