PADOVA - Marco ha 9 anni e alle spalle già un percorso difficile, che l'ha portato finora a cambiare scuola due volte. Alla ricerca di un metodo che meglio potesse adattarsi alle sue esigenze, la sua mamma, Francesca, ha provato a portarlo anche in una scuola parentale, in provincia di Padova. La fiducia nel metodo rimane, anche se in questo caso l'esperienza non si è rivelata risolutiva.
Come siete arrivati a questa scelta?
«Ho scelto la scuola parentale per esigenze particolari del mio bambino. Diciamo che alla scuola statale aveva manifestato problemi di apprendimento, che poi si riflettevano anche in comportamenti non sempre adeguati. D'accordo con uno psicologo, ho provato a portarlo in una scuola parentale».
Perché sperava che fosse una scelta migliore?
«Perché l'organizzazione è diversa, meno rigida: l'orario è ridotto, la ricreazione è più lunga, i tempi sono più distesi. La struttura che avevo scelto ha anche spazi aperti ampi e attrezzati, cosa non comune nelle scuole statali. Nell'insieme pensavo che potesse essere una buona soluzione, e infatti inizialmente dei miglioramenti ci sono stati».






