SPILIMBERGO - «Ho una figlia di nove e uno di cinque anni, entrambi frequentano la scuola parentale. Una piccola comunità a misura di bambino, nella quale rispettando i loro tempi si raggiungono gli obiettivi. Non c’è campanella di inizio lezioni né voti, gli alunni arrivano alle otto del mattino, si infilano le ciabattine e iniziano la giornata di studio e giochi. Quando ho conosciuto questa realtà è stato amore a prima vista, ancora mi emoziono a parlarne». Marzia, 48enne originaria delle provincia di Udine ma residente in un piccolo centro dello spilimberghese, ha iscritto i due figli alla scuola parentale “I Ponti di Leonardo” a Istrago di Spilimbergo. Si tratta di una modalità di istruzione - salita recentemente alla ribalta delle cronache per la storia della famiglia nel bosco - in cui i genitori si assumono il compito di educare i propri figli al di fuori del sistema scolastico tradizionale: o impartendo loro direttamente le lezioni (nel caso dell’homeschooling puro) o nei casi più “soft”, come quello dei Ponti di Leonardo, con insegnanti ed educatrici che seguono piccoli gruppi di alunni. «In Friuli Venezia Giulia sono circa mille i bambini che frequentano questo tipo di modalità formativa, con rischi per la socializzazione e per l’apprendimento, non ci si improvvisa insegnanti», aveva ammonito sul Gazzettino il presidente dell’Associazione nazionale presidi del Fvg Luca Gervasutti. Ma mille famiglie friulane hanno scelto questa formula nonostante gli allarmi provenienti dal mondo della scuola. Tra loro Marzia e suo marito Cristian, 51 anni.
«Scuola parentale, i miei figli a lezione in ciabattine e senza voti», il racconto di mamma Marzia
SPILIMBERGO - «Ho una figlia di nove e uno di cinque anni, entrambi frequentano la scuola parentale. Una piccola comunità a misura di bambino, nella quale rispettando i loro tempi si...






