Firenze, 28 luglio 2026 – Un ragazzo come “quelli di una volta”. Testa sulle spalle, un amore compatto, vero, dolcissimo per la famiglia, poche distrazioni nonostante i 17 anni appena vergati sulla carta d’identità.
La famiglia, l’azienda del padre, la scuola
Un ragazzo pronto a svegliarsi prestissimo una mattina nel cuore di un’estate rovente – come ha fatto ieri senza sapere che sarebbe stata l’ultima alba della sua giovane vita – per cominciare a prendere confidenza con il mestiere del babbo Franco, al vertice di un’azienda fondata negli anni ’70 - la “Varvarito Lavori” – specializzata in scavi, demolizioni e movimento terra. Chissà se il suo futuro sarebbe stato lì, nel solco paterno. Intanto Edoardo frequentava il Gobetti Volta a Bagno a Ripoli, a due passi dalla palazzina della centralissima via Roma dove viveva con la famiglia. Lui e la sorella minore Alice con babbo Franco e mamma Elisa e, al piano di sopra, i nonni paterni che Edo amava tanto. La terribile scena dell'incidente (foto Germogli)
La passione per il basket, gli anni alla Sancat
Un rapporto fortissimo poi quello che con il babbo di cui, raccontano gli amici di famiglia, Edo era quasi una “fotocopia”. Come lui “estroverso, gentile, compagnone, sempre pronto a regalare un sorriso agli altri”. Edoardo anni fa con Matteo Venturini, istruttore di mini basket







