C’è solo il silenzio interrotto dal rumore delle cicale ad accompagnare il corteo e il feretro di Joele Nathan Malvasi verso la chiesa del Sacro Cuore (Baragalla). Lunedì pomeriggio, 14.30 circa: un giorno d’estate che lui, 11 anni, avrebbe meritato di godere assieme ai suoi amici o alla sua famiglia, lontano da impegni scolastici che sarebbero ricominciati tra pochi mesi in un mondo nuovo, quello della scuola media.
Joele Nathan è morto giovedì scorso, travolto mentre era in sella alla sua bici da un camion dei rifiuti Iren fra via Zanichelli e viale Magenta. Con lui c’erano la sorella Elestea, 14 anni, e il fratellino Noha, 8 anni. Stavano rientrando dal campo estivo parrocchiale.
Il sostituto procuratore Piera Cristina Giannusa ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, ieri al funerale era presente anche il legale che assiste la famiglia, Giacomo Fornaciari.
Per il Comune hanno partecipato alla funzione, esprimendo le proprie condoglianze ai genitori, il sindaco Marco Massari e l’assessora Carlotta Bonvicini.
"Nathan era un ragazzo pieno di vita. Lo sappiamo perché lo abbiamo conosciuto. Conosciamo i suoi sogni, il suo sorriso, i suoi occhi scuri e luminosi, la sua voglia di stare con gli amici. In questi giorni partecipava alle attività estive insieme a sua sorella e a suo fratello. C’erano la scuola, lo sport e soprattutto la sua famiglia – ha detto don Davide Poletti durante l’omelia –. Quando una persona vive così intensamente, in un certo senso non muore mai davvero".







