La vita di Paul Nana Ampong si divideva tra scuola e calcio. L'ultima partita è stata da vicecapitano, il ragazzo stava crescendo. «Ovunque lo avessimo schierato dalla porta all'attacco, avrebbe fatto bene e lo stava facendo». Queste le dichiarazioni di Francesco Toneguzzi, presidente dell'Asd Torre calcio che in questi giorni sta esprimendo la vicinanza alla famiglia e all'Under 16 toccata dalla scomparsa del quindicenne. Claudio Schiavo da vent'anni è il direttore sportivo e non ricorda eventi simili. «Paul era un ragazzo ben integrato nella squadra, sempre presente, tutti i ragazzi sono sconvolti».
Si fa forza Alberto, capitano del Torre under 16: «Era una persona fantastica, dentro e fuori dal campo riusciva ad aiutarci in tutti i modi. Anche nei momenti negativi riusciva a motivarci per dare di più. Paul era quello con più grinta e determinazione, dava consigli a chi non giocava bene o non riusciva ad esprimere il proprio potenziale», con la voce interrotta dipinge così Paul, come «l'idolo dello spogliatoio che strappava un sorriso anche quando perdevamo, riusciva a rallegrare l'ambiente». E ancora: «Ci faceva cantare e ballare, era speciale, ogni allenamento senza di lui era noioso. Tramite le sue urla ci trasmetteva una passione del calcio diversa, ci faceva ridere e faceva ridere il nostro mister. Sa, noi abbiamo un mister molto serio».







