BELLUNO - Affranti, in lacrime, senza parole. Eppure disposti a mettere nero su bianco un ricordo. Sono gli amici a rievocare l’abilità di Federico nel disegno, la sua passione per i giochi da tavolo. Soprattutto la bontà e il senso dell’umorismo con le risate che non mancavano mai nonostante la malattia. Avvisati dal fratello Massimilano lunedì pomeriggio sono corsi a Tisoi per stringersi alla famiglia. Un valanga le testimonianze.

Questo il ritratto di Carlo Albino: «Non ce lo aspettavamo questo dolore, anche se sapevamo che stava male. Trainava tutti, sempre eccitato nel mostrare la sua ultima creazione, non solo artistica, nel mandare le cose avanti, ma anche capace di parlare e discutere di cose serie». Fa eco Erika: «Federico era il primo a preoccuparsi di far sentire tutti a proprio agio, senza che nessuno fosse escluso, anche in mezzo a tante persone e riusciva a far chiacchierare anche il più timido di tutti». È Davide a intervenire: «Non l’ho mai visto oziare, ma sempre a dare il meglio in tutto: era generoso e solare, tanto più desideroso di dare agli altri quanto più sentiva che la vita toglieva a lui stesso». Natan sintetizza così: «Una fucina di idee», per Rebecca «nella preoccupazione per gli altri e nell’amore per gli animali». Stuti lo rivede così: «Genuino. Sempre con la matita in mano per disegnare. Cercava di andare oltre la superficialità e conoscere veramente chi aveva davanti. Anche se la malattia lo preoccupava, ha sempre cercato di rimanere ottimista, dimostrando una forza immensa». Emma dice: «Si è divertito con gli amici fino all’ultimo senza mai far pesare i suoi dolori e le paure. Era esuberante e teatrale: non avresti mai detto che fosse un grande ascoltatore, ma quando le cose si facevano serie seguiva tutto con pazienza. Disegnava come un illustratore: abbiamo perso un talento enorme». «Pieno di piani per i giochi di ruolo e per la vita - dice Dario – lo ricorderemo per i progetti che ha condiviso con noi: porteremo avanti lo spirito creativo anche per lui». Stefano ne sottolinea «l’immensa immaginazione, la disponibilità a offrire le sue arti per gli altri. Ha amato il mondo e la vita. L’augurio è che possa incontrare ciò che cercava». Maikol ricorda: «Spiritoso, espansivo, con la capacità di integrare le persone nuove che entravano nel nostro gruppo, e nei giochi da tavolo faceva sentire tutti a proprio agio. Bravo a giocare a “magic”, e nelle campagne di D&D si divertiva a trollare: gli veniva benissimo la parte di quello che faceva impazzire tutti».