BELLUNO - Il dolore di un’intera comunità si è raccolto nella chiesa di Tisoi nel primo pomeriggio di ieri, quando la frazione bellunese ha dato l’ultimo saluto a Federico Nadai. Aveva solo 22 anni ed è scomparso dopo una lunga e dolorosa battaglia contro la malattia, affrontata per 6 anni con una forza silenziosa e una dignità fuori dal comune, fino allo scorso giorno dell’Immacolata. Un addio intensissimo, partecipato da una folla composta e profondamente coinvolta, che ha riempito e circondato l’intera chiesa di Tisoi e stretto in un unico abbraccio la famiglia. Un commiato che ha restituito il ritratto di un ragazzo capace di lasciare un segno autentico in chiunque abbia incrociato il suo cammino, anche solo per un breve tratto.
Federico era un giovane creativo, sensibile e dotato di un grande talento per l’arte. Dopo il liceo artistico aveva scelto di proseguire la sua formazione alla Scuola internazionale di Comics di Padova, coltivando la passione per il disegno, la grafica e l’arte digitale. Sognava di diventare concept artist: mondi, personaggi e immagini prendevano forma dalle sue mani. La malattia, arrivata a soli 16 anni, aveva altri piani ma non lo ha mai definito. Federico ha scelto consapevolmente di non farsi identificare come “malato”. Ha sempre continuato a progettare, studiare, creare e soprattutto a lottare. Minimizzando anche il dolore per proteggere chi a lui più caro, per non pesare sugli altri. Una scelta di rara dignità, portata avanti con una forza che oggi tutti riconoscono come straordinaria.






