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7 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:08

Il sorriso di Giovanni Tamburi, il 16enne di Bologna morto nello spaventoso rogo di Crans Montana, continua a riempire la chiesa anche nel giorno dell’addio. A ricordarlo è la madre, Carla Masiello con parole spezzate dal dolore ma attraversate da una fede che prova a reggere l’urto della perdita più grande: “Sarebbe impossibile trovare una foto di lui senza sorriso, perché sorrideva sempre”, dice davanti alla folla che ha gremito la chiesa di San Bartolomeo.

Attorno al feretro, ancora una volta, soprattutto giovanissimi: compagni di scuola, amici, ragazzi che lo hanno conosciuto tra i banchi e nella vita quotidiana. “Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio – racconta la madre – credo che ne sia felice anche lui, perché so che ci guarda”. Poi la confessione più intima: “Ho perso un pezzo di vita, ma devo andare avanti per gli altri figli. Ora penso a piangerlo, poi confido che la giustizia sia fatta”. Nel suo dolore c’è spazio anche per lo stupore e l’incredulità di fronte a una tragedia avvenuta in Svizzera, un Paese percepito come sicuro: “Fa paura che possano succedere cose simili, soprattutto in un Paese così rigido sulle regole”. Invece con il passare dei giorni emerge un inquietante quadro di irregolarità e mancati controlli. E c’è la gratitudine per quella che definisce una grazia: “Il Signore ha compiuto un miracolo, Giovanni non era sfigurato, è rimasto un angelo”.