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7 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 13:59
“Il primo gennaio hai perso la vita e io l’ho persa con te, a differenza tua io vivrò con un vuoto incolmabile ma tu no”. Sono parole rotte dal pianto quelle che Giuseppe Tamburi, padre di Giovanni Tamburi, vittima 16enne della strage di Crans-Montana, dedica a suo figlio durante la celebrazione del suo funerale, nella Cattedrale di San Pietro a Bologna. “Era bello, meraviglioso fuori e anche dentro – ha detto ancora Tamburi ricordando il ragazzo – con la sua maturità faceva sì che quando suo fratello e le sue sorelle avevano bisogno, lui c’era. Era il centro della vita anche delle nonne, e anche a loro dava i consigli. I tuoi valori e principi, alla tua giovane età – ha aggiunto – ti rendevano unico, andavi bene a scuola, amavi la vita, lo sport, giocavi a golf e avevi appena vinto una gara. Giocavi a pallone e andavi in palestra. Amavi il cinema e le moto e amavi anche le ragazze”. Ma soprattutto, prosegue addolorato il padre dall’altare della chiesa, “amavi la musica, il piano e la chitarra, Battisti, De Gregori, il rock degli anni passati, ma volevi anche fare il dj. Eri molto empatico, per chiunque ti abbia conosciuto”.













