PADOVA - Oltre mille persone hanno affollato la chiesa parrocchiale della Madonna Incoronata, nel quartiere Sacra Famiglia, per dire addio ad Alessandro Bandarin Troi, il 17enne precipitato da un balconcino di un residence a Corfù mentre era in vacanza con alcuni coetanei. Nel rispetto del dolore più intimo, la famiglia ha scelto il silenzio: nessun discorso pubblico, né interventi di amici o autorità, solo la preghiera e il raccoglimento hanno accompagnato l'ultimo saluto ad Alessandro. Profonda la sofferenza del papà, l'avvocato Emiliano Bandarin Troi, della mamma Silvia Fedon, anche lei legale di professione, e della sorella quindicenne.
All'uscita del feretro tra abbracci e lacrime, il cielo si è aperto e le nuvole hanno fatto spazio alla luce per accogliere decine di palloncini bianchi e blu. Su ognuno un messaggio, un ricordo o un ringraziamento scritti a mano da amici e compagni del liceo Tito Livio. «La mia voce interiore sei tu» si legge in un palloncino e più semplicemente «Ti voglio bene» in un altro, mentre volavano sempre più in alto, accompagnati da un lungo applauso. Tanti i ragazzi e le ragazze che, d'accordo tra loro, hanno indossato una maglia nera in segno di lutto. Presenti anche gli ex compagni della Canottieri in divisa.







