PADOVA - Nessun sospetto di un delitto, ma è necessario fare piena chiarezza sull'incidente costato la vita nell'isola di Corfù ad Alessandro Bandarin Troi, studente di 17 anni del liceo Tito Livio, per gli amici detto "Il Banda".

L'Azienda ospedaliera, come da prassi in caso di morti violente, ha segnalato il decesso del ragazzo, avvenuto il 17 luglio nel reparto di Terapia intensiva diretta di Ivo Tiberio, alla Procura. Il sostituto procuratore Benedetto Roberti ha così avviato un'indagine contro ignoti sulla morte di Alessandro e ha ordinato al medico legale Rafi El Mazloum di effettuare una Tac e l'autopsia sul corpo del liceale nella giornata di domani.

Inoltre gli inquirenti acquisiranno i verbali della polizia greca e le cartelle cliniche dell'ospedale di Corfù dove è stato ricoverato lo studente. È da capire se Alessandro, fin dall'arrivo dell'ambulanza sul piazzale di quel residence maledetto, è stato soccorso e curato al meglio per evitare il peggio.

L'incidente fatale è avvenuto giovedì 10 luglio intorno alle 23. Un gruppo di studenti padovani del quarto anno otto maschi e tre ragazze, in gran parte del Tito Livio, hanno deciso di festeggiare la fine della scuola trascorrendo una vacanza nella splendida isola greca. Così hanno affittato delle camere in un residence. Quella sera, secondo una prima ricostruzione dei fatti, "Il Banda" era salito al secondo piano dello struttura ricettiva in una stanza occupata da alcune ragazze belghe. E per parlare con le coetanee straniere e i suoi amici rimasti al primo piano, si è seduto su un balcone con la schiena rivolta all'esterno.