ROVIGO - Quarantadue anni e tutta la vita davanti. È morto all’improvviso, stroncato da un infarto Federico Ferrari che viveva con la moglie Giorgia e la figlia Ambra a Granzette, dove era cresciuto e dove tutti lo conoscevano. Domenica sera il malore, i tentativi di soccorso, poi la notizia che ha gelato il sangue al paese e a tutta la città.

Federico lavorava in ferramenta. Amava la pesca, i droni, la sua famiglia. Bastava parlare con lui cinque minuti per capire che il centro della sua vita era la figlia. Ambra veniva prima di tutto, come raccontano gli amici. Anche il suo cane, Nitro, aveva un posto speciale: quando si era ammalato, Federico aveva acceso un piccolo mutuo pur di curarlo. «Dopo un anno Nitro è morto, ma lui era così – ricorda l’amico Domenico Merlino – dava il cuore per casa sua, per la sua famiglia, per gli animali. E se avevi bisogno, era sempre pronto ad aiutarti». Aveva perso a inizio 2024 il suo migliore amico, Andrea Sparesato, in un incidente stradale. Erano legatissimi, compivano gli anni lo stesso giorno, il primo ottobre. Federico organizzava una gara di pesca in suo nome, il “Memorial Sparesato”. Un modo per tenere vivo il ricordo, per sentirlo ancora vicino, tra una canna da pesca e una battuta tra amici.