Una delle scene più famose di “Gioventù bruciata” è la gara fra auto lanciate verso un precipizio. Vince chi si butta giù dallo sportello per ultimo, un attimo prima che la macchina voli nel vuoto. Con il rischio di rimanere impigliato nel cambio… Tra Stati Uniti e Iran la gara è doppia. La prima riguarda il petrolio. Chi resisterà più a lungo al blocco di Hormuz. L’Occidente non può importare, Teheran non può esportare. Tutti e due rischiano. La seconda gara è sui missili. Chi ne ha di più. Il fallimento di Epic Fury, o Failure, è dovuto in parte alle stime del tutto sbagliate sull’arsenale dei Pasdaran. L’Intelligence israeliana lo valutava in 1.500 missili. La Cia in quattromila al massimo. Erano molti di più, e lo sono tutt’ora. Secondo uno dei pochi analisti che ci hanno azzeccato, Patricia Marins, prima della guerra del 28 febbraio nelle città sotterranee iraniane c’erano 7-8mila missili balistici a medio raggio, con portata fra i mille e i tremila chilometri, e 12mila a corto raggio. I primi comprendono anche armi sofisticate, come l’ipersonico Kheibar Shekan, con una portata di 2.450 chilometri, velocità massima di 19.500 km/h, sistema di navigazione agganciato al cinese BeiDou. Per Marins i Pasdaran ne hanno ancora 1.700 e li producono a ritmo sostenuto.
Corse in auto di James Dean e gli arsenali missilistici
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno diffuso le immagini dei missili lanciati contro obiettivi statuniten…








