Medio Oriente in fiamme. Al centro dello scacchiere restano lo stretto di Hormuz, su cui incombe la minaccia dell'Iran, e l'isola di Kharg, colpita dall'offensiva degli Stati Uniti. Tornando a Hormuz, Donald Trumnp chiede che Cina, Francia, Regno Unito, Giappone e Corea del Sud inviino navi da guerra per presidiarlo e per permettere il passaggio delle petroliere. I pasdaran minacciano: "Uccideremo Netanyahu". Segui la cronaca della giornata di guerra.

Araghchi punta il dito contro gli Emirati per i raid sulle isole

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di aver messo a disposizione degli Stati Uniti basi utilizzate per colpire le isole di Kharg e Abu Musa. Secondo quanto riportano media iraniani, le operazioni sarebbero partite da Ras al-Khaimah e da un'altra area indicata come "molto vicina a Dubai". Araghchi ha definito l'azione "pericolosa" e ha lasciato intendere la possibilità di una risposta, affermando che l'Iran "cercherà di fare attenzione a non attaccare nessuna area abitata".

Le Guardie Rivoluzionarie minacciano Netanyahu

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane tornano a minacciare apertamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu. In un comunicato rilanciato dall'agenzia Fars, i Pasdaran affermano che "l'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti". Nella stessa nota si legge ancora: "Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Il dipartimento di relazioni pubbliche delle Guardie Rivoluzionarie sostiene inoltre che "gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un'operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie". Nel comunicato si afferma anche che il "suono continuo delle sirene delle ambulanze" e il presunto aumento di morti e feriti dimostrerebbero l'efficacia dell'operazione iraniana. Secondo i Pasdaran, i missili avrebbero colpito settori industriali di Tel Aviv e anche installazioni militari statunitensi come Harir a Erbil, oltre alle basi di Ali Salem e Arifjan.