L’assalto 28 luglio 2026 alle 00:37Meloni nel cantiere dell’Alta Velocità Quattro fermi, quasi 1500 identificati

Chiomonte.

«Uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere, non è dissenso, è violenza organizzata». Giorgia Meloni commenta così mentre lascia il cantiere Tv assaltato sabato scorso dagli attivisti incappucciati. Con lei il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, convinto che ora «serve l’unità delle forze democratiche». Nelle stesse ore la polizia ha rafforzato i controlli nella vicina Venaus, dato che gli attivisti erano in uscita dal campeggio dei tre giorni di Festival. In serata, erano oltre mille gli identificati, che si sono aggiunti ai 436 di domenica. Il reato ipotizzato dalla Procura di Torino è di devastazione, senza escludere però che nel proseguimento si possa passare a fattispecie più gravi, dunque reati associativi. Per due dei quattro fermati (tutti tedeschi ventenni) è scattato l’ordine di allontanamento dall’Italia e un divieto di reingresso per i prossimi tre anni, per gli altri due potrebbe essere confermato il fermo.

L’appello

«Centoventi operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti negli scontri di sabato scorso contro l’infrastruttura dell’Alta velocità Torino-Lione. Uno scenario che si vede molto bene qui dietro, non è la scena di una guerra, è la scena di una presunta contestazione – ha detto Meloni di fronte a un cantiere irriconoscibile – Noi faremo tutto quello che possiamo per assicurare queste persone alla giustizia e chiediamo anche a chi ne è responsabile, alla magistratura, a tutti gli inquirenti, di fare il massimo del lavoro». Ma la segretaria del Pd Elly Schlein, ribadendo la condanna dell’aggressione, accusa il governo «che strumentalizza i fatti violenti per buttarli addosso alle opposizioni. Istituzioni e politica - ha esortato - dovrebbero lavorare insieme per isolare la violenza» che va condannata «senza esitazioni e tentennamenti».