Controlli rafforzati, fermi e l’arrivo a sorpresa di alcune delle massime autorità: la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani. Dopo l’assalto al cantiere No Tav di sabato 25 luglio e mentre per l’esecutivo il clima si fa sempre più pesante di fronte alle difficoltà di gestione del caro carburanti, la presidente del Consiglio ha deciso di spostarsi personalmente in Val di Susa. Sul posto anche il questore di Torino, Massimo Gambino, e al prefetto del capoluogo piemontese, Donato Cafagna.

“Questo non è dissenso, questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata”, ha dichiarato Meloni in un video registrato durante la sua visita al cantiere della Tav. “Noi faremo tutto quello che possiamo per assicurare queste persone alla giustizia e chiediamo anche a chi ne è responsabile, alla magistratura, a tutti gli inquirenti, di fare il massimo del lavoro perché uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere”. Al termine della visita, Meloni e Piantedosi hanno lasciato il cantiere in elicottero. Nel weekend era stato proprio il centrodestra ad attaccare direttamente le forze di sinistra, arrivando fino a evocare una presunta “connivenza” con il movimento. A loro ha risposto oggi la leader Pd Elly Schlein, intervistata su La7: “Ci troviamo davanti a un governo i cui esponenti strumentalizzano fatti violenti per buttarli addosso alle opposizioni, nonostante sappiano che non abbiamo nulla a che fare con quelle frange vittime, di cui siamo bersagli. Perché strumentalizzano per accusarci di connivenze? Ci facciamo le domande giuste, invece di strumentalizzare ogni fatto per fini politici? Istituzioni e politica dovrebbero lavorare insieme per isolare la violenza. In quattro anni di governo hanno fallito miseramente sulla sicurezza”.