Una visita durata circa un’ora e mezzo. L’incontro con le Forze dell’ordine che vigilano sul cantiere della Tav, la condanna della «violenza organizzata» e la richiesta alla magistratura «di fare il massimo del lavoro». Perché lo «Stato c'è e non indietreggia». La premier Giorgia Meloni, insieme al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si è precipitata questa mattina in Val di Susa, dopo gli assalti No Tav di sabato ai cantieri della futura linea ferroviaria ad alta velocità Torino - Lione. Scontri che hanno portato al fermo di quattro antagonisti e durante i quali sono rimasti feriti «centoventi operatori delle forze dell'ordine», ha denunciato la presidente del Consiglio in un video registrato durante la visita. Uno scenario «che si vede molto bene qui dietro, non è la scena di una guerra, è la scena di una presunta contestazione - ha aggiunto facendo vedere i danni -. Ma questo non è dissenso, questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata». E ancora: «Noi faremo tutto quello che possiamo per assicurare queste persone alla giustizia e chiediamo anche a chi ne è responsabile, alla magistratura, a tutti gli inquirenti, di fare il massimo del lavoro perché uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere». Parole arrivate quasi contemporaneamente a quelle della segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha accusato il Governo di strumentalizzare i «fatti violenti per buttarli addosso alle opposizioni, nonostante sappiano che non abbiamo nulla a che fare con quelle frange vittime, di cui siamo bersagli», ha detto la leader dem a "L'Aria che Tira" su La7, invitando a «lavorare insieme per isolare la violenza». E ribadendo di «aver sempre condannato ogni forma di violenza senza tentennamenti». Poi, anche una frecciata diretta alla premier: «Meloni al Colle? Come si può immaginare», ha detto Schlein, che diventi presidente della Repubblica «una persona che ora è a capo del governo e guida una forza politica? Denota un' ossessione unica di Meloni e della destra, il potere, andare al Quirinale, cambiare gli equilibri costituzionali. Noi su questo li fermeremo», ha promesso. Meloni e Piantedosi sono arrivati all'aeroporto di Torino Caselle e si sono spostati in valle in elicottero. Ad attenderli sul posto c’erano il capo della polizia, Vittorio Pisani, insieme al questore di Torino, Massimo Gambino, e al prefetto del capoluogo piemontese, Donato Cafagna. A Chiomonte, la premier ha incontrato il personale delle Forze dell'Ordine impegnato nelle attività di vigilanza e sicurezza del cantiere della Tav. Poco prima dell'arrivo, la presidente e il ministro hanno effettuato un sorvolo in elicottero dell'area. Successivamente, hanno visitato il cantiere alla presenza degli operai e dei rappresentanti di Telt. Ad accoglierli, il direttore di produzione, Piergiuseppe Gilli, che sovrintende al lavoro dei direttori di costruzione della società che opera per realizzare la futura linea ferroviaria. Intorno alle 12.15 Meloni e Piantedosi hanno lasciato il cantiere. Sono risaliti sui due elicotteri con cui erano arrivati, per fare ritorno all’aeroporto di Torino Caselle. Sul posto sono rimasti invece il capo della polizia, Vittorio Pisani insieme al questore di Torino, Massimo Gambino.Prima della visita, quattro antagonisti di nazionalità straniera, probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, sono stati fermati dagli investigatori della polizia di Stato della Questura di Torino, impegnati nell'identificazione dei responsabili delle violenze di sabato pomeriggio. Le loro posizioni sono al vaglio degli inquirenti e al momento non si conoscono le accuse. Le indagini su quanto avvenuto sabato, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano al momento il reato di devastazione, ma non si esclude che ai singoli possano essere contestati successivamente anche altri reati. Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il fermo dei quattro antagonisti stranieri «evidenzia ancora una volta come l'Italia sia bersaglio di una rete internazionale che comprende attivisti violenti provenienti da tutta Europa». È una situazione «grave e anomala che definisce l'entità della sfida costante che il governo affronta per garantire sicurezza e ordine pubblico», ha aggiunto il vicepremier, congratulandosi con la Polizia di Stato e definendo «encomiabile» il lavoro compiuto dalle forze dell'ordine italiane, «a cui rinnovo la solidarietà per i feriti negli attacchi di sabato». Da Fratelli d'Italia invece hanno colto la palla al balzo per lanciare una proposta di legge, che «punisca il vincolo associativo, anche se non stabile e gerarchico, purché coordinato», come ha annunciato il deputato e responsabile Programma del partito, Francesco Filini. «Non è ammissibile che oggi i violenti che aggrediscono le Forze dell'Ordine e che devastano le nostre città o non siano perseguiti, o che lo siano con pene irrisorie - ha sottolineato -. Questa è la conseguenza del fatto che a fronte di tali azioni non viene riconosciuto un vincolo associativo, dato che i protagonisti di tali violenze non rispondono ad associazioni stabili e gerarchiche. Ciò però non esclude che questi atti siano comunque frutto di un'organizzazione, anche se occasionale, e che quindi gli autori vadano puniti con la stessa determinazione di chi agisce per conto di organismi strutturati, con il reato di associazione a delinquere».
Meloni attacca, Schlein risponde: la violenza No Tav diventa un altro terreno di scontro politico
Dopo gli assalti di sabato, la premier e il ministro Piantedosi sono andati in Val di Susa per un sopralluogo e per incontrare il personale delle Forze dell'Ordine impegnato nel cantiere della futura linea ferroviaria ad alta velocità. Fermati 4 antagonisti stranieri










