La legge regionale sul fine vita approderà in consiglio tra mesi ma i vescovi campani fanno già sentire la propria voce: «Le cure palliative, ivi compresa la sedazione profonda, rappresentano la vera risposta alle sofferenze e alle istanze di suicidio», ribadiscono. Fermo restando come la Conferenza episcopale campana, guidata da monsignor Angtonio Di Donna, invita il consiglio regionale «a favorire un dialogo ampio e approfondito che coinvolga il mondo sanitario, le associazioni dei malati e delle famiglie, il volontariato e le comunità religiose». Dialogo, confronto, che auspica anche il governatore Roberto Fico vista «la delicatezza del tema». «Sono certo che nel lavoro che il consiglio porterà avanti si procederà dando all’ascolto e al dialogo lo spazio che meritano», ribadisce l’ex presidente della Camera. «Accogliamo con grande soddisfazione la richiesta di dialogo che arriva dalla Conferenza episcopale campana», ribadisce invece il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi.

L’ITER È appena arrivato in commissione Sanità un testo unico sul fine vita e a breve inizierà il suo naturale iter. A presentare due diverse proposte, ora unificate in un solo testo, sono stati rispettivamente i consiglieri Luca Trapanese (M5s) e Marco Villano (Pd). Ma i vescovi campani si portano avanti chiarendo, in un documento ufficiale, come seguono «con particolare attenzione l’iter della proposta di legge» e ribadiscono come «alcuni principi per la Chiesa sono irrinunciabili». Anche alla luce delle sentenze della Corte Costituzionale. «Si conferma il valore e la dignità intangibile di ogni vita umana, da tutelare e accompagnare nella proporzionalità dei trattamenti e senza ostinazione irragionevole. Con il ricorso concreto alle cure palliative, ivi compresa la sedazione profonda, che rappresentano la vera risposta alle sofferenze e alle istanze di suicidio», spiegano i vescovi secondo cui «la strada da percorrere con determinazione è quella del potenziamento della rete di cure palliative sul territorio regionale, dell’assistenza domiciliare integrata, del sostegno alle famiglie e della formazione di personale sanitario dedicato all’accompagnamento nel fine vita». Fermo restando «la contrarietà a qualsiasi forma di accanimento clinico» «la mancanza di qualsiasi obbligo morale di ricorrere a trattamenti sproporzionati non va confuso né assimilato alla scelta di provocare attivamente la morte. Tra il lasciar morire, nell’accompagnamento e nel rispetto del decorso naturale, e il far morire, attraverso un intervento intenzionale, esiste una differenza sostanziale sul piano antropologico, etico e sociale». Per questo la Conferenza episcopale campana invita il consiglio regionale a favorire un dialogo ampio e approfondito che coinvolga il mondo sanitario, le associazioni dei malati e delle famiglie, il volontariato e le comunità religiose presenti sul territorio prima di legiferare su una materia che tocca il senso più profondo della vita e della morte». dialogo, evidenziano «nelle forme e secondo le procedure previste».I VERTICI «Quello del fine vita è un tema di grande delicatezza e importanza e come istituzioni abbiamo il dovere di affrontarlo con responsabilità, con i tempi e le modalità adeguati. Sono convinto che sia necessario dotarsi di una legge, a livello nazionale e a livello regionale, nel solco delle indicazioni fornite dalla Corte Costituzionale. Occorre infatti dare le risposte che da troppo tempo i cittadini attendono», premette il governatore Fico. E aggiunge: «In questa ottica è auspicabile un ampio confronto con tutte le componenti della nostra comunità, tanto più necessario su una questione delicata che riguarda il senso della vita e della morte e che tocca nel profondo le coscienze di tutti noi. Sono certo che nel lavoro che il Consiglio porterà avanti si procederà dando all’ascolto e al dialogo lo spazio che meritano». «Accogliamo con grande soddisfazione la richiesta di dialogo che arriva dalla Cei campana», aggiunge il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi evidenziando come serva un approccio «su temi così delicati, che toccano il senso profondo della vita e la coscienza dei singoli consiglieri, a prescindere dalle appartenenze politiche». E aggiunge: «Sul potenziamento della rete delle cure palliative, l’assistenza domiciliare integrata, il sostegno alle famiglie e la formazione di personale sanitario, giunta e assessori competenti, stanno già lavorando nell’ottica di un potenziamento e di un efficientamento, a prescindere dall’iter della legge».