Diritto
Vi abbiamo già raccontato perché i call center sanno già tutto sui contatori luce e gas e cosa è cambiato dal 19 giugno 2026 in maniera di contratti nel settore dell’energia. C’è però anche il problema opposto: un contratto di luce o gas può essere rifiutato non per una morosità accertata, ma perché un sistema informatico assegna al potenziale cliente un punteggio di affidabilità troppo basso. Il problema nasce quando quella valutazione resta opaca: l’interessato non conosce i dati utilizzati, non comprende la logica del calcolo e non dispone di una procedura efficace per correggere informazioni inesatte. Il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto proprio su uno scenario di questo tipo, sanzionando quattro società per un totale di 7,72 milioni di euro.
I provvedimenti, adottati il 3 luglio 2026 e comunicati il 21 luglio, descrivono le verifiche che hanno portato alla ricostruzione di un sistema di controllo del rischio attivo almeno dal 2021, capace di interrogare banche dati interne ed esterne prima della stipula di un contratto sul mercato libero. Tra il 2022 e il marzo 2024, la sola valutazione esterna ha interessato oltre 1 milione di persone fisiche.
La vicenda mostra con chiarezza cosa accade quando un punteggio generato da più fornitori, applicativi e basi informative produce conseguenze concrete sulla vita di una persona. Il GDPR richiede trasparenza, dati pertinenti, tempi di conservazione giustificati e strumenti reali per contestare il risultato.








