Non sempre il cambio di fornitore di energia elettrica porta vantaggi. Ogni anno circa il 25% dei consumatori sottoscrive un contratto di fornitura di luce e gas con un operatore diverso e nel 60% dei casi il passaggio «non porta reali vantaggi». Motivo? «Molto spesso la scelta di cambiare fornitore è indotta da telefonate commerciali aggressive e ingannevoli, che non consentono una scelta ponderata e consapevole da parte dell’utente». A sostenerlo è la Federconsumatori che ha effettuato una ricerca basata sull’analisi comparativa tra il contratto del vecchio fornitore e quello sottoscritto con il nuovo. Nello studio sono stati analizzati contratti siglati dagli utenti nell’ultimo anno, «portati in visione presso gli sportelli dell’Associazione su tutto il territorio nazionale».
Lo studio su 1243 casi
Su 1.243 casi esaminati, «con una prevalenza nel Nord Italia, dove, statisticamente, la propensione dei consumatori al cambio fornitore è maggiore». Due i parametri presi in considerazione: la maggiore o minore convenienza economica e contrattuale del cambio.
«Tra i contratti esaminati, quelli sottoscritti a distanza sono il 63,81%, mentre quelli sottoscritti presso lo sportello fisico/punto vendita del venditore sono il 36,19% - sottolinea lo studio -. La prima rilevante evidenza che emerge dall’analisi dei dati è che dal punto di vista economico la vantaggiosità del nuovo contratto è fortemente condizionata dalla modalità di sottoscrizione».






