Gli italiani sottoscrivono nuovi contratti di luce e gas soprattutto al telefono. E due volte su tre, accettano condizioni peggiorative. Quando invece firmano allo sportello o nel punto vendita, è molto più facile che riescano a ottenere tariffe migliori rispetto a quelle di partenza. Che le tariffe proposte dai call center siano, generalmente, poco convenienti era una convinzione già piuttosto diffusa. Ma adesso, con l’analisi svolta da Federconsumatori su oltre 1200 contratti, è una certezza.

L’associazione ha preso in esame tutti gli accordi che i clienti hanno sottoposto ai suoi sportelli in giro per l’Italia. Il primo dato che emerge è che i call center funzionano: dal punto di vista degli operatori ovviamente, ma non a favore dei consumatori. Sui 1243 contratti, il 63,8% infatti erano stati stipulati a distanza e il 36,1% in un punto vendita. Tra quelli sottoscritti al telefono, sei su dieci prevedevano condizioni economiche peggiori rispetto alla tutela o identiche a quelle vigenti.

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di Emma Bonotti

La situazione appare completamente ribaltata per i cambi di operatore effettuati allo sportello: il 67,1% infatti prevedeva un risparmio effettivo per il cliente finale, sebbene rimanga oltre un 30% tra tariffe peggiorative (22%) o uguali a quelle in corso (10%).