Il Brasile diventa il secondo Paese al mondo, dopo l’India, a vietare la produzione e la vendita di foie gras su tutto il territorio nazionale. Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha promulgato una legge che impedisce di produrre, importare, esportare e vendere alimenti ottenuti attraverso il gavage, la pratica di alimentazione forzata utilizzata per ottenere il fegato ingrassato di anatre e oche, considerata una forma di maltrattamento animale. Infatti, il foie gras è prodotto dai fegati di anatre e oche ingrossati artificialmente attraverso l’alimentazione forzata, che prevede l’inserimento di tubi nelle gole degli animali per introdurre grandi quantità di cibo, causando sofferenza, lesioni esofagee, gravi problemi di salute e spesso la morte prima ancora di arrivare al macello.
La legge entrerà in vigore dopo un percorso politico durato 6 anni, durante i quali Animal Equality Brasil ha portato avanti una campagna che ha messo insieme indagini negli allevamenti e nei macelli, manifestazioni e iniziative di sensibilizzazione e pressione politica. Nel 2020 il senatore Eduardo Girão ha presentato il disegno di legge n. 90/2020, proprio quello che nei giorni scorsi è stato approvato. La legge entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e prevede, per chi la violerà, la reclusione da tre mesi a un anno e il pagamento di una multa già prevista dalla normativa sui crimini ambientali legati al maltrattamento degli animali.











