Il Brasile compie una svolta storica sul fronte del benessere animale. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha promulgato una legge che vieta la produzione e la commercializzazione del foie gras ottenuto attraverso l'alimentazione forzata di anatre e oche. Il provvedimento rende il Paese uno dei pochi al mondo ad adottare un divieto così ampio e riapre il confronto internazionale tra tutela degli animali, tradizioni gastronomiche e commercio internazionale.

Una legge che cambia il panorama del foie gras

Il Brasile ha deciso di vietare in tutto il territorio nazionale la produzione e la vendita di alimenti ottenuti mediante alimentazione forzata degli animali, pratica utilizzata soprattutto per la produzione del foie gras. La legge, firmata dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale federale, entrerà in vigore dopo un periodo di sei mesi.

La norma considera l'alimentazione forzata una pratica incompatibile con i principi di tutela del benessere animale. Per questo motivo proibisce sia la realizzazione sia la commercializzazione del foie gras, sia fresco sia conservato.

Chi non rispetterà il divieto potrà essere perseguito in base alla normativa brasiliana sui reati ambientali, con pene comprese tra tre mesi e un anno di reclusione, oltre a multe e altre sanzioni amministrative.