Il Brasile è a un passo da una stretta storica sul foie gras. La Commissione di Costituzione, Giustizia e Cittadinanza della Camera dei Deputati ha approvato il Progetto di Legge 90/2020, già passato al Senato, che vieta produzione e commercializzazione di qualsiasi prodotto alimentare ottenuto tramite alimentazione forzata degli animali. Nel testo è citato espressamente il foie gras, il fegato ingrossato di anatre e oche sottoposte a gavage: la pratica che consiste nell'introdurre grandi quantità di cibo attraverso un tubo inserito nella gola dell'animale.
Il provvedimento attende ora la firma presidenziale. Se confermato, il Brasile diventerebbe il primo Paese dell'America Latina a introdurre un divieto federale completo su entrambi i fronti della filiera: produzione e vendita. Ed è proprio questo l'aspetto più rilevante, perché molti ordinamenti nel mondo, vietano il gavage sul proprio territorio ma continuano ad ammettere l'importazione o la commercializzazione del prodotto finito. Il Brasile, invece, sceglierebbe una strada più netta: escludere del tutto il prodotto dal mercato, che sia prodotto a San Paolo o in Provenza.
Il risultato è frutto di oltre sei anni di mobilitazione. Dal 2020, il percorso del disegno di legge ha attraversato il Senato, tre commissioni della Camera e, nel 2024, la revoca di un parere sfavorevole da parte della stessa Commissione di Giustizia. A firmare la proposta originale è stato il senatore Eduardo Girão, che ha richiamato anche il precedente di San Paolo: nel 2015 il Comune aveva approvato una legge municipale contro produzione e vendita di foie gras, poi dichiarata incostituzionale perché il tribunale aveva stabilito che la competenza su quel tipo di commercio spettasse all'Unione e non al Comune. La strada federale era dunque obbligata.








