Per il sì dell’Italia, decisivo per far passare l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Mercosur (il blocco sudamericano che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), sono state necessarie “garanzie e clausole di salvaguardia rafforzate per proteggere alcune filiere sensibili del comparto agroalimentare”.
A dirlo, dopo i dubbi portati al Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre scorso, erano stati gli esponenti di governo, tra cui la premier Giorgia Meloni. E adesso lo sottolinea la Farnesina, poche ore dopo il via libera degli ambasciatori dei Paesi Ue a Bruxelles. La firma è prevista, invece, il 17 gennaio in Paraguay.
Cosa prevede l’accordo
L’intesa prevede l’azzeramento o la riduzione dei dazi sui prodotti e i servizi che rappresentano oltre il 90% dell’export europeo, compresi settori nei quali si concentrano forti interessi commerciali offensivi italiani, come l’automotive, i macchinari industriali, i prodotti chimici e i farmaceutici.
Divieto di imitare più di 340 prodotti Ue














