Milano, 8 gen. (askanews) – “Questa intesa non tutela i nostri risicoltori perché la Commissione europea sembra ignorare il forte malcontento del settore minacciato dall’assenza di reciprocità e da importazioni agevolate da Paesi che non hanno gli stessi standard ambientali, produttivi ed economici dell’Europa. È indispensabile che non entrino nell’Unione prodotti ottenuti senza il rispetto degli stessi standard di sicurezza alimentare garantiti dalle nostre aziende. L’Ente nazionale risi si adopererà in ogni sede affinché vengano introdotte garanzie reali sulla protezione delle nostre produzioni con efficaci clausole di salvaguardia ed efficienti sistemi di controllo da parte delle autorità preposte sui prodotti importati nell’Ue”. Questa la posizione espressa dalla presidente dell’Ente nazionale risi, Natalia Bobba, a proposito dell’accordo Ue col Mercosur.

Il potenziale produttivo del Mercosur, segnala l’Ente in una nota, è sei volte superiore a quello dell’Unione europea: parliamo di 15 milioni di tonnellate di risone contro i soli 2,5 milioni prodotti nel Vecchio Continente. In questo scenario, il Paese che entra maggiormente in rotta di collisione con il nostro è l’Uruguay, che produce circa 1,5 milioni di tonnellate di risone – una cifra speculare alla produzione media italiana – esportando ben il 95% del proprio raccolto. Una dinamica simile interessa il Paraguay, mentre il Brasile, pur rappresentando il 75% della produzione dell’area, destina quasi tutto il prodotto al consumo interno. L’Argentina si attesta invece su una posizione intermedia, esportando il 40% del proprio riso.