Mercosur sì, Mercosur no, l’agricoltura è spaccata. I produttori di vini e formaggi brindano all’intesa, gli altri invece la contestano duramente. Il settore ha comunque incassato alcuni risultati importanti come il riconoscimento di 57 prodotti a indicazione d’origine (Dop e Igp) in Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Anche se su questo fronte c’è chi critica l’esiguità del numero di prodotti tutelati. Meno della Francia, che ne ha ottenuti 63, nonostante l’Italia sia la prima della Ue. E nel Sud, ma non solo, si registrano i primi malumori degli esclusi. La Sicilia ha protestato, così come pure il Trentino. Tantissime le eccellenze made in Campania che non hanno trovato posto nella lista. Eppure è proprio nel Mezzogiorno che sta spiccando il volo la Dop Economy. E soprattutto stanno crescendo le piccole Dop.
È vero che la Mozzarella di bufala Campana Dop, così come la pasta di Gragnano e il pomodoro San Marzano dell’agro nocerino sarnese, per i quali scatta la tutela nell’area del Sud America, sono in prima fila, ma la lista è lunghissima. E spazia da icone come il Provolone del Monaco, la ricotta di Bufala campana, e, ancora, il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, la castagna di Montella, la nocciola di Giffoni, la Melannurca Campana fino alla Rucola della Piana del Sele. Quest’ultima è un vero pezzo da novanta e in soli tre anni, come spiega Vito Busillo, presidente del Consorzio di tutela della Rucola della Piana del Sele Igp, ha scalato la classifica degli ortaggi guadagnando per valore la settima posizione. Il prezioso ortaggio della provincia di Salerno rappresenta una locomotiva per l’economia locale eppure, secondo quanto sostiene Busillo, avrebbe difficoltà ad affrontare i mercati del Sud America. Così come la mela annurca Igp. Solo prodotti con una vita lunga possono viaggiare per tanti giorni quanti ne servono per sbarcare in Brasile e Argentina. «Nel caso della rucola, come di altri freschi - dice il presidente del Consorzio - si tratta di prodotti di nicchia che anche per questione di gusti non possono raggiungere tutti i mercati». La rucola, come l’annurca arriva in Giappone, nei Paesi arabi, in particolare a Dubai, ma in aereo e comunque in quantità limitate. La rucola “vive” 15 giorni, la traversata per l'Argentina ne richiede 30. E allora la scelta dei big campani da lanciare nell'area Mercosur sembra giusta.









