L’accordo è stato mandato in stand-by alla Corte di giustizia dell’Unione europea da una parte dell’Europarlamento contraria all’intesa. La paura è che venga favorita la concorrenza dei produttori sudamericani, soprattutto in settori sensibili come l’agricoltura e la produzione di carne.
Eppure, il testo dell’accordo parla chiaro: non tutti i beni saranno a dazio zero, alcuni vedranno solo una riduzione, mentre altri ancora avranno l’azzeramento fino a una certa quota di tonnellate. È il caso, quest’ultimo, di prodotti come carne, formaggi, uova, mais, etanolo, zucchero, biodiesel. L’intento è proprio quello di non favorire un’importazione massiva di prodotti a costo più basso a scapito dei produttori europei. Ma l’Ue già adesso importa in grandi quantità dal Mercosur, in molti casi eccedendo la quota massima stabilita dall’accordo.
I numeri Eurostat
Prendendo i dati Eurostat, tra gennaio e novembre 2025 l’Europa ha importato dal Mercosur 3 milioni di tonnellate di mais. Il dazio zero (o quasi), se l’accordo dovesse entrare in vigore, coprirebbe solo le prime 60mila tonnellate. Le restanti entrerebbero in territorio europeo con il dazio attuale. Stessa cosa per il miele: 22 milioni di tonnellate che arrivano dal Mercosur, contro una soglia prevista di 45mila. Idem con il pollo disossato (170mila contro 90mila), le uova (944mila contro 30mila) e l’etanolo (circa 1 milione di ettolitri di alcol puro contro una soglia di 650mila). Si parla in questi casi di «quote a regime», ovvero soglie massime che verranno raggiunte soltanto dopo un aumento progressivo anno dopo anno. La tempistica va dai 6 ai 15 anni, in base alla sensibilità del bene.







