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Le mani dei partiti sullo sport più amato forse hanno contribuito ai tanti fallimenti. Per controprova, potremmo provare con La Russa in panchina, Renzi a centrocampo, Calenda in attacco
Strano paese, l’Italia. O meglio: certe cose possono accadere soltanto in Italia. L’affaire Pirlo, colpevole non di aver bombardato l’Ucraina e neppure di andare in giro con il cappellino MRGA (Make Russian Great Again), ma di aver affidato la propria immagine a un’azienda russa per fini pubblicitari, non è né grave né seria, per cui persino l’aforisma di quel genio di Ennio Flaiano diventa inservibile.










