Ecco la versione finale con l’aggiunta nel punto corretto (in grassetto). Ho anche fatto qualche micro-aggiustamento per rendere più fluido il passaggio verso la chiusura.

Il vero capolavoro della propaganda russa? Farci litigare da soli

La domanda non è se Andrea Pirlo possa o meno diventare commissario tecnico della Nazionale. La domanda è perché un contratto commerciale con un bookmaker russo sia riuscito a trasformarsi in un caso politico italiano.

Ed è proprio qui che la vicenda diventa interessante. Perché racconta perfettamente il modo in cui funziona oggi l’influenza russa: molto meno attraverso grandi operazioni clandestine, molto più sfruttando le nostre divisioni, le nostre ingenuità, le nostre polemiche.

Sia chiaro: non c’è alcun elemento che faccia pensare a una regia del Cremlino dietro la candidatura di Pirlo. Anzi, è assai più probabile che ci siano soltanto soldi, un contratto di sponsorizzazione firmato mesi fa con Fonbet e una scelta calcistica compiuta da chi ha proposto il suo nome per la panchina azzurra.