Cari/e amici e care amiche, per tutto l’agghiacciante quadriennio della destra borgatara al governo ho sempre cercato di alleggerire l’opprimente materia con qualche piccola invenzione linguistica scherzosa, di cui rivendico il copy: da “camposanto” per l’illusorio “campo largo” dei benpensanti alla Pier Luigi Bersani a “puffetta mannara” riferita alla premier. Esercizio che mi ha meritato il rimbrotto dei politicamente corretti che popolano il mio audience di vecchio liberale critico.
Da qualche tempo mi scivola dalla tastiera la battitura “Elly Ridens”, sintomo della crescente convinzione che ogni speranza di porre fine al regno dell’oscurantismo meloniano – con il codazzo di vecchi arnesi alla Ignazio La Russa e new entries alla Andrea DelMosrtro (viste le orride frequentazioni gastronomiche) col suo roommate mordace Dumbo Donzelli – sia stata azzerata anzitempo. Da qui una considerazione di ordine generale: la nostra povera democrazia non è stata lesionata dall’avvento della marmaglia nera (ancora grazie, Enrico Letta!), ma dallo stillicidio di smobilizzi sottotraccia opera di un soggetto coperto retrostante: una cinica oligarchia che presidia gli equilibri vigenti del potere e utilizza il ceto politico dressato all’obbedienza come massa di manovra.







