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Ultimo aggiornamento: 17:54

di Eugenio Lanza

Il Partito Democratico nacque ibrido, debole e confuso. Frutto d’un processo durato almeno tre lustri, e traducibile come un compromesso al ribasso tra democristiani ed ex comunisti; dal sapore molto migliorista (si fa per dire) e nient’affatto socialista.

Triste sintesi, chimica più che hegeliana, di due nemici quarantennali: la falce e il martello e lo scudo crociato. Unione destinata perciò al fallimento, ed infatti sconfitta da Silvio alle urne, per poi genuflettersi nel 2011 alla tecnocrazia. Ciao D’Alema, ciao Prodi, ciaone Veltroni.