Elly ridens, ormai pavlovizzata dai parassiti caciccheschi che impestano il Pd, di cui era stata eletta segretaria nelle primarie del 26 febbraio 2023 proprio promettendone la disinfestazione, ormai ha compiuta per intero la mutazione genetica che la porta a comportarsi come un Dario Franceschini o un Andrea Orlando qualunque. Ossia un/a politicante che tira a campare inanellando qualunque genere di compromesso, convinto/a di salvarsi l’anima (e la poltrona) facendo ricorso al più vieto repertorio di luoghi comuni da anime belle sinistresi; e stampando sul proprio volto un’espressione perennemente ridanciana. La mutante ormai pronta ad assecondare l’establishment in tutti i suoi più pervicaci desideri di ritorno al passato.

E i segnali parlano chiaro: untuosi attestati di solidarietà alla Mata Hari della Garbatella, alias Giorgia Meloni, quando paga il fio per le sue strategie abortite di alta geopolitica (con reiterati sculacciamenti da parte del bullo della Casa Bianca, che presumeva di strumentalizzare), e rassicuramenti alla tenia di qualsivoglia governo Matteo Renzi, oggi alla ricerca di strapuntini parlamentari, garantendogli che non esistono preclusioni nei confronti suoi e di qualche suo sgherro, residuato bellico del Giglio Magico maneggione.