I nemici immaginari di Elly Schlein. La segretaria del Partito democratico, alla direzione del partito di martedì pomeriggio, si lascia sfuggire una riflessione che flirta pesantemente con le manie di persecuzione. "C’è un pezzo di establishment che malsopporta una leadership progressista a Palazzo Chigi. Poi io sconto anche il fatto di essere una donna, di stare con un’altra donna e di avere quarant’anni... Ma andremo avanti lo stesso, se ne facciano una ragione".Schlein sconcertante in Direzione: "Ho risanato il Pd, posso gestire il Paese""Ci guardano da fuori come se non fossimo in grado di gestire il paese... Se fossimo nel privato ci avrebbero dato ...Frase che fa il paio con l'altra, decisamente spiazzante, in cui afferma di essere pronta per arrivare a Palazzo Chigi e governare l'Italia in virtù della prova da lei fornita al Nazareno: "Ci guardano da fuori come se non fossimo in grado di gestire il paese... Se fossimo nel privato ci avrebbero dato un bonus", abbozzava la segretaria riferendosi ai conti del Partito democratico. "Sul versante economico avevamo una situazione difficile quando è partita questa segreteria", ora "abbiamo un partito sano". Schlein ha rivendicato il "record del due per mille, il segno di un partito sano". Poi, "siamo riusciti a tirare fuori i dipendenti dalla cassa integrazione, per noi veramente un sollievo. Abbiamo rimesso i conti in ordine". Il problema di Elly è che finora la sua resta una auto-candidatura. Perché c'è chi nel Pd stesso non è convinto che sia lei la candidata premier ideale. E lo stesso pensa Giuseppe Conte, "alleato" leader del Movimento 5 Stelle. Senza contare i guai dentro la coalizione.A Conte non va giù Matteo Renzi, e il capo di Italia Viva ha attaccato senza remore: "Se qualcuno preferisce mettere veti invece di prendere voti si spara sui piedi. Nel momento in cui la destra era in difficoltà sono riusciti a creare una nuova divisione nel centrosinistra, un capolavoro. Se vogliamo giocare a chi è più di sinistra, Conte può spiegare chi ha portato Salvini al ministero dell’Interno. Ma io non voglio litigare...".La questione però agita anche il Pd. E in direzione è stato Graziano Delrio a esprimere i malumori dei moderati criticando Goffredo Bettini, grande sponsor del "para-grillino" Alessandro Onorato: "L’identità del nostro partito non appalta il riformismo ad altri". E non cede, sottolinea il retroscena di Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera, nemmeno al "pastone" invocato da Francesco Boccia: "Noi non siamo un blocco con Avs e M5S. Siamo il Pd. Nell'alleanza ci si sta tutti e tutti devono avere pari dignità".
Elly Schlein, paranoia alla direzione Pd: "Il fatto di stare con un'altra donna..." | Libero Quotidiano.it
I nemici immaginari di Elly Schlein. La segretaria del Partito democratico, alla direzione del partito di martedì pomeriggio, si las...







