La segretaria Pd è il rovescio della medaglia dell'establishment italiano che, per definizione, non ha

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Nell'anno domini 2026 diventa difficile immaginare un'Italia spaventata da una donna di 40 anni che sta con una donna. Forse la iper progressista Elly Schlein ignora i trascorsi di un Paese che ha avuto due presidenti del Consiglio di 39 anni: il cavalier Benito Mussolini e il dottor Matteo Renzi. E sulle tendenze sessuali dei premier italiani - affari loro - nessuno ha mai fatto la guerra a quei notabili gay che guidavano il governo in epoche più bacchettone tra l'indifferenza degli elettori e le battute da caserma degli amici-nemici di partito.Elly Schlein può stare serena, come nella migliore tradizione democratica. E quindi non dare peso alle sua stesse parole pronunciate alla direzione del Pd: "C'è un pezzo di establishment che non sopporta una leadership progressista a Palazzo Chigi". E poi i timori legati alla giovane età e alle scelte di vita.La segretaria Pd è il rovescio della medaglia dell'establishment italiano che, per definizione, non ha colore. Schlein è arrivata dove è arrivata anche a spinte ed aiutini di un sistema prodian-democratico che aveva bisogno di inventarsi un volto nuovo. Acclamazioni preventive, copertine dell'Espresso che la indicavano come leader del futuro quando era soltanto la vicepresidente della Regione Emilia Romagna.