In un articolo in taglio basso a pagina XIV, “Il Foglio” rivela una notizia che dovrebbe far sobbalzare dalla sedia tutti coloro che hanno a cuore le procedure democratiche nel nostro Paese e anche il destino di quello che appare come l’ultimo partito realmente democratico rimasto: il Pd. Secondo indiscrezioni riferite nel pezzo, a firma Ruggiero Montenegro, Elly Schlein sarebbe pronta con un colpo di mano a rendere cartastraccia lo Statuto del Pd, allungandosi a tempo indeterminato (forse addirittura per un anno) il mandato di segretaria.
Davvero, nel silenzio generale, si può assistere ad una forzatura del genere, che di fatto eliminerebbe l’anima del partito nato quasi 20 anni fa? Possibile che, a stretto giro, non siano arrivate rettifiche, smentite, riunioni, richieste di chiarimento?
L’incarico di Schlein scade a febbraio 2027, essendo stata eletta con le primarie tenutesi a febbraio 2023. L’articolo 8, comma 1, dello Statuto recita testualmente: “I mandati di Segretario nazionale del Partito e di componente della Assemblea nazionale durano quattro anni”. Il comma 2 aggiunge: “Il Presidente dell’Assemblea nazionale indice l’elezione dell’Assemblea e del Segretario nazionale sei mesi prima della scadenza del mandato del Segretario in carica”. In pratica ad agosto va dichiarato terminato l’incarico di Schlein e avviate le procedure per l’elezione del nuovo segretario. “Il Foglio”, però, riferisce: “Il congresso andrebbe indetto insomma entro un mese. Tocca a Stefano Bonaccini farlo. Ma sarà con tutta probabilità rinviato, approvando una norma interna, il cui senso è che ‘nell’anno elettorale delle politiche, il congresso si tiene dopo lo svolgimento delle elezioni’. Lo spiegano al Foglio fonti dem”.







