Si chiama El Niño. È un fenomeno naturale. Sposta calore dall’oceano all’atmosfera, modifica i venti, riscrive le piogge. Quest’anno arriva su un pianeta già caldo. Troppo caldo.
In un articolo pubblicato su *Nature*, l’oceanografo Carlos García-Soto descrive una Terra «termicamente satura». Gli oceani hanno accumulato enormi quantità di calore. Ecosistemi, agricoltura e infrastrutture sono già sotto pressione. Il rischio nasce quindi dalla sincronizzazione: siccità, incendi, alluvioni, crisi alimentari e danni economici che si presentano insieme, senza prendere il numeretto.
È da qui che va letto l’ultimo articolo di Nature, secondo cui l’El Niño in formazione nel Pacifico potrebbe diventare il più intenso osservato in almeno 150 anni.
Cosa è El Nino?
El Niño è un fenomeno naturale. Esisteva molto prima delle automobili e delle centrali a carbone. Si verifica in media ogni 2-7 anni, modificando i venti e portando a forti cambiamenti del tempo in tutto il mondo, In condizioni normali, gli alisei spingono verso ovest le acque calde del Pacifico equatoriale. Quando questi venti rallentano, il calore torna verso il Pacifico centrale e orientale.











